Dermatosi e chemioterapia: cosa sapere e differenze con la dermatite

I disturbi dermatologici associati alla chemioterapia sono frequenti, di vario tipo e associati a quasi tutte le sostanze utilizzate nei protocolli. 

In fase iniziale, è estremamente importante distinguere le reazioni da tossicità cutanea dalle reazioni allergiche ai farmaci, per impostare percorsi di cura appropriati.

Nella maggior parte dei casi si tratta di lesioni compatibili con la prosecuzione delle terapie, ma nelle forme severe il trattamento deve essere interrotto: per questa ragione, se compaiono disturbi della pelle nel corso della chemioterapia è fondamentale rivolgersi al proprio oncologo o a un dermatologo specializzato, per ottenere una diagnosi corretta e istituire quanto prima una terapia appropriata. 

In quest’ottica, assume grande rilievo la prevenzione

La cura della pelle con prodotti adeguati, formulati in maniera specifica per rispondere alle esigenze di una cute ipersensibile, può limitare significativamente il rischio che insorgano disturbi dermatologici e ridurre l’impatto delle lesioni già presenti. 

Dermatosi e dermatite: quali le differenze

Il termine dermatosi è usato per definire un ampio gruppo di condizioni che colpiscono la pelle e che dipendono da cause che non sono infettive, né tumorali, né secondarie a malattie sistemiche. 

Si tratta di una definizione generica, sulla quale non tutte le fonti presenti in letteratura concordano completamente. In generale, le dermatosi comprendono patologie spesso croniche, di cui talvolta si ignora la causa, ma che hanno complessivamente una natura reattiva, immunitaria, autoimmune o insorgono in una persona che ha una predisposizione genetica particolare. 

Sono considerate dermatosi, fra le altre, la psoriasi, la cheratosi attinica e il lupus. 

Dermatite è, invece, una definizione più specifica, che raggruppa tutte le condizioni caratterizzate da infiammazione della pelle. Questa categoria include numerose e diverse malattie con caratteristiche comuni: arrossamento, irritazione, gonfiore, prurito e sensazione di calore nell’area interessata. Possono comparire anche puntini, vescicole, croste o ulcere. Spesso la zona di pelle colpita è secca e desquamata, una condizione nota come xerosi.

La dermatite viene definita con nomi differenti a seconda delle sue caratteristiche e delle cause che l’hanno provocata (dermatite atopica, seborroica, da contatto, da stress, erpetiforme,…).

Chemioterapie e disturbi dermatologici

I farmaci impiegati per la chemioterapia possono causare, come effetti collaterali, lesioni cutanee di diversa tipologia e gravità. 

Per distinguere il tipo di patologia e capire come risolverla o lenire i sintomi è quindi importante rivolgersi a un dermatologo specializzato che collabori con l’equipe di medici che segue il paziente. Mentre nei casi più lievi vengono prescritti medicinali sintomatici e specifiche norme comportamentali, in quelli più seri vengono considerate opzioni più drastiche come la riduzione dei dosaggi dei farmaci somministrati, un distanziamento fra i cicli o la sospensione della chemioterapia. 

Come limitare la dermatosi

È importante adottare da subito misure preventive che limitino il rischio di dermatosi durante la chemioterapia o comunque ne riducano l’entità. Importante sempre rivolgersi al proprio oncologo o a un dermatologo specializzato in caso di bisogno, evitando le terapie fai-da-te.

Per salvaguardare l’integrità del mantello idrolipidico cutaneo è raccomandato l’uso di Detergenti oleosi o emulsioni senza schiuma che rimuovono sporco e impurità senza impoverire le difese della pelle. L’applicazione di creme emollienti e nutrienti ricche di oli vegetali è utile a prevenire o trattare la secchezza cutanea.

In caso di prurito, potete applicare creme lenitive specifiche per le pelli in terapia oncologica. In questi casi è fondamentale evitare di grattare la cute: il grattamento può essere causa di contaminazione delle lesioni e di eczema infettivo. Può darvi sollievo applicare compresse fredde, preparate riempiendo un sacchetto di plastica con del ghiaccio e applicandolo sulla zona interessata coperto da un asciugamano pulito e morbido.

Consigli degli esperti

Gli esperti consigliano agli uomini di non farsi la barba tutti i giorni, preferire il rasoio elettrico alla lametta, applicando prima della rasatura un prodotto detergente che aiuta a rimuovere le impurità senza indebolire le difese naturali della cute, ma la protegge  preservandone l’equilibrio. Inoltre, dopo aver passato il rasoio è bene passare una crema lenitiva. È importante evitare le lozioni e i dopobarba alcolici o profumati.

La manicure e la pedicure devono essere eseguite con strumenti disinfettati: se avete difficoltà ad effettuare da soli rivolgetevi ad un’estetista esperta. Non usate scarpe strette o scomode, che possono sollecitare causare traumi alle unghie, e indossate sempre calzini di cotone a contatto con la pelle. Asciugate accuratamente mani e piedi dopo averli lavati e indossate sempre guanti di gomma in caso usiate detersivi o altri agenti aggressivi. Ricordatevi di applicare la crema emolliente e nutriente usata per il corpo anche sulle mani e sui piedi, insistendo nella zona che circonda le unghie. 

Il cuoio capelluto potrebbe essere più sensibile durante o dopo la caduta dei capelli: per evitare fastidiose irritazioni utilizzate detergenti delicati e specifici, tamponate (evitando di strofinare) durante l’asciugatura e dormite su una federa di raso o seta, che crea meno attrito rispetto al cotone.

Fonti:

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